L’anima e la sua immortalità
Nel dialogo Fedone, Socrate cerca di dimostrare che l’anima non muore insieme al corpo.
Per spiegare questa idea distingue due livelli della realtà. Da una parte esiste il mondo sensibile, formato da oggetti materiali che cambiano e si deteriorano. Dall’altra c’è il mondo delle idee, che è invisibile, eterno e immutabile.
Il corpo appartiene al mondo sensibile perché è materiale e destinato a morire. L’anima invece è più simile alle realtà invisibili, perché non può essere percepita con i sensi ed è capace di conoscere le idee.
Proprio per questa somiglianza con ciò che è eterno, l’anima non si distrugge come il corpo e quindi può essere considerata immortale.
Per questo il filosofo non deve temere la morte: la filosofia consiste nel liberarsi dai desideri del corpo e dedicarsi alla ricerca della verità.
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